sabato 11 maggio 2024

La poesia degli altri - VESAL

 

VESAL

Poeta persiano 1779 - 1846


ADDIO

Ormai da lungo tempo ho detto addio

a quel mio desiderio

ch'era febbre di te:

or ecco il desiderio

così dolce assopito

che mi sembra realtà.

Non voglio fare un dramma

dei tanti giorni perduti:

qualcuno, ecco, è trascorso;

fuggono gli altri pochi.

Mi son reso giustizia,

e giustizia di sangue,

sopra nemici molti;

solo di farmi amare

non m'è riuscito mai.

Il pensiero di un attimo di pace,

ma pace che non sia

solitudine usata,

mi dà tale tremore,

che fonde il desiderio,

si dilegua l'idea.

Non vale alla passione

affidare le redini:

passione rompe il morso,

passione fugge e corre e va veloce.

E' una candela al vento,

è fanciullo abbandonato

sull'orlo d'aspro sentiero.

Ci salva solo il caso:

per amore è più facile morire.

Forse è questa certezza di perdono

che ci rende incoscienti

quando operiamo il male,

quando chiediamo oblio

alla coppa che senza cessa gira.

Non c'è fame che tenga:

è più salda la trappola del grano.

Pure sai non vale

farsi forza da soli:

è la grazia divina che ci salva,

perché la grazia divina,

belli o brutti, malvagi o generosi,

questi giorni di tedio,

che oramai fanno una vita,

li spazza tutti via.


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