LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

mercoledì 30 dicembre 2015

La mia poesia - IL TEMPO


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IL TEMPO
di
Barbara Risoli


Il tempo. Che passa. Che non si ferma. Lui sa fare male, graffia l'animo e lo fa languire; sfregia la pelle senza versare sangue, abbatte, piega, taglia passo e pensieri. Il tempo che non ha pietà, lui sa uccidere senza negare il respiro; lui sa farti esplodere il cuore e infrangere il riflesso di uno specchio. Il tempo che non conosce morso o briglia alla bocca, libero di correre come niente al mondo mai è stato libero. Il tempo, inafferrabile come un ladro e ruba, depreda, rade al suolo le lande dorate di sogni perduti, manda in mille pezzi i rami scintillanti delle speranze, falcia come solerte fattore il prato della felicità, nega, toglie, elimina, annulla. E così ti guardi in quello specchio che una volta era finestra sulla tua anima e vedi cose strane, deformate, gocciolanti di lacrime scarlatte e saliva asciutta. Il tempo che delude, che non lascia tempo, che priva dei giorni e sfregia la tua bellezza per renderti misero, curvo e fragile. Il tempo che lascia passare branchi di lupi ululanti e ti assorda, ti confonde, ti schianta al suolo e sul suolo pone spine puntute e affilate. Il tempo che nessuno conosce, che ognuno di noi pensa di poter beffare, che trova sconfitta tra pagine vane di libri senza gloria e senza infamia. Il tempo che sa smorzare un sorriso e aguzzare zanna funesta, che scuote imperterrito come fosse vento, ma il tempo non ha consistenza, non ha nome e non ha volto, si veste di ricordi e scioglie i cani randagi del rimpianto e loro, al suo comando, ti mordono, ti lacerano le vesti, ti scavano la carne e tu crolli esausto pensando a ciò che sei stato, ma specialmente rimembrando folle ciò che non sei mai diventato. Il tempo che paventiamo silenziosi e vili combattenti, il tempo che nessuno potrà vincere e si veste a festa oppure a lutto, ma passa, veloce, inarrestabile, passa come un treno e il treno passa su di noi lasciando un sospiro, una firma, un racconto neppure veritiero di noi. Il tempo che niente concede, che tutto riprende, che parteggia i conti senza scendere a compromesso, che batte cassa in anticipo e lascia debiti sulla sua strada arrossata di dolore. Il tempo, quello che nessuno conosce e che tutti ignorano sperando vanamente di gabbarlo. Il tempo... il tempo di ognuno di noi.


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