LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

venerdì 20 marzo 2015

L'ERRORE DI CRONOS - Stralcetto (L'eclissi)

Image and video hosting by TinyPic

L'ERRORE DI CRONOS
di
Barbara Risoli


Stralcetto

Gli occhi stretti color nocciola di Artemide, la sua dea, lo seguirono. Celata da un cappuccio, si era confusa nella folla. Vederlo iniziare quel viaggio, che non sarebbe stato breve, le straziò il cuore e la colmò di risentimento nei confronti di Afrodite e di quel suo pestilenziale figlio. Non riusciva ad accettare la follia che lo allontanava dai suoi doveri e che, specialmente, lo rendeva vulnerabile, accecato dall'amore. Maledì l'arrivo della figlia del futuro, pur sapendo che nulla avrebbe potuto cambiare le cose. Tuttavia, la dea della caccia non si arrendeva facilmente e repentina raggiunse la selva a lei cara, volse lo sguardo al cielo chiaro per riflettere a lungo. Invocò chi avrebbe potuto aiutarla, perché madre del Fato. Ai suoi richiami sussurrati, apparve Nyx, dea della notte, tenebrosa e spaventosa, con ali nere di pipistrello che sibilarono nell'aria. Gli abiti scuri e il trucco pesante la rendevano minacciosa, le labbra violacee non sorridevano e le lunghe unghie erano artigli taglienti e scintillanti. Artemide s'inginocchiò ai suoi piedi, perché si trattava di colei che aveva generato chi sopra di loro dominava gli eventi.
«Mi hai chiamata, vergine figlia di Zeus. Quale il motivo?» domandò tombale, il volto cereo e fermo.
«Dunamis ha lasciato Astos» la informò disperatamente la giovane dea.
«Il mortale sta compiendo ciò che mio figlio ha disposto» fu indifferente.
«Il sovrano del regno a me caro sta soccombendo al dardo di Eros, divina» si lamentò.
«Contro il figlio di Afrodite niente possono mortali e immortali» continuò a essere indifferente.
«Greve mi è assistere al declino di un guerriero. Aiutami e io farò ciò che mi chiederai» la pregò.
«Che cosa potrei fare?»
«Dammi il buio, mia dea. Solo questo ti chiedo» la implorò.
«A cosa può servirti un giorno di buio?»
«Basterà a fermarlo, perché io possa dissuaderlo»
«Ti umilierai per un mortale?»
«Voglio salvarlo dalla rovina»
Nyx ponderò gli indubbi vantaggi che le avrebbe portato quella concessione. In effetti, un vantaggio poteva esserci.
«Ti regalerò la notte, Artemide. Ma ascolta ciò che sto per dirti e non dimenticarlo. Dunamis non si arrenderà alle tue suppliche, andrà avanti sino allo stremo delle forze. Aiutalo, se ti è caro, a ottenere ciò che per lui è ormai vitale e non contrastare il suo vivere, perché egli dovrà affrontare ben altre avversità e superare ostacoli molto alti. Facilita il suo cammino, non tentare di esonerarlo dall'espiazione delle sue colpe che sono tante. Sai che è giusto così e se davvero lo proteggi, sii saggia» e il cielo si oscurò lentamente.
Nyx non era solita concedere una grazia senza ricevere nulla in cambio o senza avere un tornaconto rilevante. Presto i mortali lo avrebbero compreso sulla propria pelle.

«Questa è opera degli dei» disse Alopex seccato. Flogos alzò gli occhi al cielo fattosi nero.
«A quale scopo?» si chiese Aimatos dubbioso. Zaira comprese che si trattava di un'eclissi.

Nessun commento:

Posta un commento