LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

lunedì 2 febbraio 2015

I miei incipit - MORSI ALLA LUNA

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MORSI ALLA LUNA

- genere paranormale -

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INCIPIT

Dirce guardava la luna rossa nel cielo scuro di quella sera. Adorava le notti di novilunio, ne era sempre stata affascinata senza un motivo preciso, come se si trattasse di una semplice mania. E quando la luna assumeva quel colore lei andava in riva al mare e stava ore a osservarla, sino al momento in cui si scoloriva e tornava pallida. Forse era una vecchia leggenda rumena a incutere in lei tanto interesse, secondo la quale i varcolaci (che altro non erano che lupi mannari) la mordono coprendola del suo stesso sangue. Nulla di tutto questo poteva essere vero, ma a lei piaceva crederlo perché così il suo dolore interiore acquisiva un peso meno tragico e più sopportabile. Soffriva da mesi ormai, da quando l'uomo che aveva creduto di amare l'aveva lasciata per un'altra. L'astio che provava l'aveva convinta che in realtà non era mai stato amore. Ma era egualmente difficile, un enorme masso sul cuore stanco.

Dalla finestra della camera dove era stato rinchiuso dai genitori Rubinio fissava la notte e non smetteva di ostinarsi sul disco scarlatto che sovrastava la vasta campagna coltivata a frumento da suo padre. Era triste e sconsolato, aveva dieci anni e si sentiva perduto. Dentro di sé considerava un brutto voto in storia un'inezia, ma alla mamma appariva come qualcosa di inaccettabile e vergognoso. Forse era così perché non era scarso solo in storia, lui era il migliore soltanto in ginnastica. Pianse sospeso tra il rimpianto di non avere studiato e la totale mancanza di volontà di farlo. Pensò al giorno dopo, a un'altra mattina dietro quell'odioso banco.


Per fortuna era cominciata l'estate per Alfio, il medicante del paese, il quale viveva di elemosina ed era solito dormire nei campi, in mezzo al profumo della natura, con i grilli e le cicale a cantilenargli intorno. In fondo stava bene, se non fosse stato per la cattiveria della gente e per il rispetto che nessuno mai gli aveva riservato. A volte sorrideva pensandoci e lo fece anche ora, sotto quella luna vermiglia e inquietante. Gli piaceva l'astro notturno più bello che potesse essere stato creato, ma lo preferiva candido e luminoso nel plenilunio, simile a una bellissima donna con uno splendido abito da sera.


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