LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

sabato 5 aprile 2014

Intervista all'autore FLAVIO FIRMO

FLAVIO FIRMO


Uno scrittore capace di centrare stomaco e cuore con una narrazione secca, feroce, sconvolgente!

Autore del romanzo


EVE



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Genere erotico


Prezzo € 1,49


La Trama


Eve è la protagonista del romanzo. Viene sempre descritta al 

femminile, ma in realtà è un transessuale. Mulatta, capelli neri e molto
femminile. Lavora come commessa in un negozio di abbigliamento dove
la sua ambiguità è molto apprezzata dalle clienti più facoltose della città.
Il romanzo è ambientato a Brescia ai giorni nostri.


La mia opinione



Il punto di vista è quello di un transessuale con tutti i pensieri, le paure, la tragicità di una dualità fisica e psicologica che questo comporta. Ottima la caratterizzazione del personaggio e di coloro che intorno a lei (perchè viene descritto sempre al femminile, pur con le peculiarità del maschio) satellitano con i loro affetti, ma anche con il loro squallore, la loro piccolezza. Eve appare come qualcosa di superiore che si adegua alla bassezza che la circonda; è una vittima del destino che si ribella con la mera speranza e il finale, che non svelo, servirà per darle torto oppure ragione. La scrittura è fluida, prettamente maschile con espressioni secche, a tratti volgari ma non pesanti; ci stanno in una racconto che, non dimentichiamolo, è permeato di forte erotismo. La parte erotica, appunto, è cruda, feroce, esplicita sino a rasentare, senza caderci, la pornografia. E' molto abile l'autore nel mantenere quel confine che potrebbe farlo scadere nel triviale, riesce con un verismo abbagliante a farsi leggere anche da chi non ama il genere o, per lo meno, non ama certe espressioni troppo chiare. Dopo avere sperimentato la lettura dell'erotismo al femminile, ho voluto testare l'erotismo al maschile e devo dire che l'uomo scrittore è forse più libero nell'esprimere ciò che 'vede', descrive il film della sua mente senza timori, senza pudore; l'uomo è decisamente più erotico della donna, ma anche più pressante, capace di turbare profondamente, in grado di scindere nelle giuste scene il sentimento dalla pura fisicità. Ovviamente SCONSIGLIO questo romanzo a un pubblico minorenne, ma lo CONSIGLIO a chi non teme di leggere la verità, lampante, forse fastidiosa, ma verità.



Premesso tutto questo, ho avuto modo di intervistare questo autore che reputo molto interessante, capace di incollare alla pagine del proprio romanzo con, come ho detto, crude verità!



L'INTERVISTA



  1. Flavio Firmo, come autore ti ho conosciuto con il tuo romanzo EVE (del quale parleremo dopo). Quali altre pubblicazioni vanti e a quali generi le stesse appartengono?
Ho esordito con un giallo dal titolo “il cavaliere bianco” seguito da “il campione di subbuteo” ambientato nell'ambiente dei tornei dell'omonimo gioco. Questo libro è una specie di bibbia per gli appassionati ed è quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni in termini di vendite. Il terzo lavoro è appunto EVE. Nel frattempo ho partecipato a numerose raccolte di racconti, specialmente con Edizioni Scudo e con Scritture aliene. Come puoi vedere anche dal mio blog cerco di spaziare in tutti i generi, un po' per mettermi alla prova e un po' per cercare di mettere in ogni genere il mio tocco personale.
  1. EVE. Romanzo erotico 'pesante', dove per pesante intendo un erotismo esplicito. Quale la differenza tra scrittura maschile e scrittura femminile nel genere erotico?
Prima di iniziare a scriverlo ho esplorato i classici del genere. Anais Nim, Henry Miller. Volevo capire il livello e se la mia storia non fosse già stata raccontata. La differenza tra la scrittura maschile e femminile risente delle differenze tra i sessi. Senza generalizzare, ma la distanza tra il bisogno d'affetto femminile e il bisogno di sfogo maschile emerge nettamente. La donna cerca l'amore attraverso il sesso, l'uomo viceversa. La scrittura femminile, quando si trova a descrivere le scene, punta molto su odori e sensazioni; come se le reazioni del corpo femminile fossero soltanto una porta per accedere all'interno dell'anima. L'uomo è base. Una serie di operazioni meccaniche per arrivare all'orgasmo. Sto ovviamente generalizzando, ma anche i racconti erotici femminili di esordienti che ho letto confermano questa tendenza.
  1. EVE. Un romanzo che ammetto avermi turbata. Scene feroci che tuttavia si alternano a una sorta di malinconica dolcezza inaspettata. Perché la scelta di un protagonista così controverso? Un transessuale, appunto.
La scelta è arrivata per caso, ma subito mi è piaciuta. Volevo scrivere una storia d'amore classica senza però sfumare sulle scene di sesso. Questo era il vero obbiettivo del libro. Poi alcuni dettagli tecnici rimanevano irrisolti, per esempio volevo una protagonista che non fosse una vittima passiva dell'uomo, ma che cercasse il sesso come qualsiasi essere umano. Di contro volevo anche dei sentimenti, uno struggimento interiore e un contrasto. Da uomo faticavo a descrivere un maschio con dei contrasti interiori. Di colpo l'idea del transessuale. Anima femminile e istinto maschile. Ho analizzato la storia inserendo questo tipo di personaggio e acquistava spessore, potevo andare in profondità nelle scene di sesso e mostrarne il lato delicato e intimo. Ammetterai che le scene di sesso che hai letto non sarebbero state così dure se impersonate da una donna e non avrebbero lasciato le cicatrici morale se interpretate da un maschio.
  1. EVE. Perchè lo hai scritto? Il tuo vuole essere un messaggio o una denuncia?
In realtà la storia è bizzarra. Dopo il mio giallo “il cavaliere bianco” un lettore del quale mi fido ciecamente mi ha dato un consiglio. “Dovresti scrivere per un pubblico femminile”. Non è stata una battuta infelice come potrebbe sembrare, ma ben argomentata. Mi diceva: le donne sono lettrici più profonde e attente, tu hai un tipo di scrittura che sembra sprecata per un giallo o per un libro sportivo. All'inizio non ne fui convinto, dissi che avevo altri progetti. Con il tempo (che nel mio caso non supera la settimana) qualcosa crebbe nella testa e l'idea mi sembrò buona. Ho iniziato a strutturare una storia, dei personaggi, fino al fulmine del transessuale. Quello che c'è sotto non è una denuncia, volevo piuttosto raccontare di come ogni persona trova la sua anima gemella...basta soltanto saper vedere.
  1. Il tuo stile è diametralmente opposto al mio. Nello scrivere sei secco, essenziale, crudo, adotti il metodo 'mostra, non dire'. Tutto questo è frutto di un talento innato o hai seguito dei corsi di scrittura?
Nel mio caso lo stile è la somma di due fattori. Primo, scrivo come vorrei leggere. A scuola mi hanno intorpidito con romanzi pesanti e lungamente infarciti di descrizioni inutili. Un conto è l'ottocento, dove per descrivere qualcosa lo si doveva fare con minuzia di particolari, oggi c'è la televisione e il lettore vuole storia e ritmo. Se gli dici la Cattedrale quello ha già la sua immagine in testa e non serve che stai a ricostruirla. Il secondo fattore è lo studio approfondito dello stile. Non ho frequentato corsi di scrittura, ma ho letto molto sull'argomento. Saggi, pareri e soprattutto alcuni blog nostrani veramente illuminanti. La tecnica si chiama “show don't tell” e non è così semplice da applicare. Devi sempre sapere dove posizionare la telecamera immaginaria, vedere con gli occhi del personaggio e non è facile. Se poi il talento è la capacità di applicarsi a lungo e con costanza nelle cose che ti appassionano allora è talento. L'immagine dello scrittore illuminato da un volere superiore non mi appartiene.
  1. Sei solito leggere gli emergenti/esordienti? Cosa ne pensi mediamente della qualità riscontrata?
Certo sempre di leggere gli esordienti, per ragioni di tempo e convenienza leggo libri di amici che ricambiano la lettura. Ho notato che esiste una marea di brutta narrativa, le storie spesso sono anche buone ma vengono narrate con pressapochismo. Nel tuo romanzo ho amato molto la puntigliosità storica, mentre in certi autori ho notato strafalcioni di trama che mi hanno costretto a lasciare il lavoro a metà. Per ragione di verità anche Dan Brown commette degli errori “patetici” nei propri romanzi. Questo per dire che l'assioma scrittore di successo=Buon lavoro è spesso falso. Alcuni emergenti sono veramente ottimi, non faccio nomi per non fare torto a nessuno, ma ho letto storie precise e ben raccontate. Però questi autori sono dei grandi lavoratori, studiosi dello stile e consapevoli di quello che stanno facendo. Segno che il lavoro paga.
  1. Anche tu, come me, sei finito nel self-pubblishing. So che ci tieni e quindi ti do l'imput: cosa ne pensi delle case editrici minori (lasciamo stare le big che sono una cosa a parte)?
Togliamo le big e quelle a pagamento, su queste non commento ma la mia opinione è ben nota sul mio blog. Ci sono una pletora di piccole case editrici, qualcuna con buone intenzioni ma la maggior parte si comportano come delle stamperie. Pubblicano l'autore e sperano nella sua famiglia numerosa. I primi due romanzi li ho autopubblicati su amazon e su un print on demand giusto per dare la soddisfazione del prodotto cartaceo ai lettori più esigenti. Con Eve ho provato a mandarlo a una serie di case editrici che stimavo, proprio perchè sono convinto che questo sia un romanzo potente e di grande impatto. Ho scelto Lettere Animate che ha pubblicato Eve. Li ho preferiti perchè hanno un grande impegno sul digitale, fanno editing e hanno una campagna di marketing ben precisa.Insieme abbiamo deciso di uscire in eBook per i primi sei mesi così da sfruttare le peculiarità del supporto che permette un prezzo accessibile e una buona risonanza sui social. A Settembre usciremo in cartaceo, ma ben sapendo che il grosso dei lettori ormai si conquista con il digitale. Nonostante questo impegno con Lettere Animate rimango convinto che il futuro per l'esordiente sia il self-publishing, a conto di scrivere belle storie e curare personalmente il rapporto con i lettori.
  1. Si chiede sempre qual è l'autore preferito. Io invece ti chiedo quale autore/autrice proprio non è nelle tue corde.
Bella domanda. Parto dal presupposto che, pur considerandomi un lettore forte, il tempo per leggere è limitato e lo sfrutto con gli autori che apprezzo. Una serie di autori non li considero neppure, non per snobismo ma perchè appunto il tempo è tiranno. Fabio Volo per esempio è tanto criticato, ma non ho letto nulla e non mi espongo. Parlo di quelli che ho letto e dico Dan Brown. Ho letto Il codice da Vinci, Angeli e Demoni, la verità sotto il ghiaccio e quello informatico che non mi ricordo il titolo. Ne posso parlare a proposito quindi. Le storie hanno tutte una serie di snodi poco credibili, scene irrealistiche e personaggi al limite del nulla. Potrei scendere in profondità con l'analisi, ma preferisco aggiungere altri nomi. Verga per esempio e in genere tutto il verismo, probabilmente sarà stato fondamentale per l'Italia, ma vuoi mettere i russi?
  1. Hai mai avuto modo di leggere racconti o romanzi erotici scritti dalle donne? Se sì, cosa ne pensi. Se, no... perché?
Ho letto “il delta di Venere” di Anais Nin che aveva scritto quasi per scommessa con Henry Miller. Poi “le età di Lulù” che ho trovato rivoluzionario per l'epoca. Infine le prime centocinquanta pagina delle sfumature, ma ho abbandonato. Tralascio l'ultimo per decenza, Anais Nin e specialmente la Grandes sono andate fino in fondo e mi hanno soddisfatto. Ho sbirciato qualcosa dell'ultima ondata erotica, ma senza entusiasmo.
  1. Mi hai intervistato me e ciò che sembra averti colpito di me (al di là del romanzo) è il mio idolo adolescenziale. Me lo son chiesto, perché?
Non è cosa di tutti i giorni avere il portierone come idolo. Per una ragazza poi...io sono cresciuto in un posto dove i ragazzi giocavano a pallone e le ragazze aspettavano la fine della partita per farsi accompagnare in città a specchiarsi nelle vetrine. Soprattutto mi ha stupito il soggetto, io che sono di cultura calcistica abbastanza profonda me l'ero dimenticato. Poi mi hai chiarito la passione e tutti i nodi di sono legati.
  1. Quale genere letterario non scriveresti mai, neppure sotto minaccia di morte?
Non ho preclusioni di genere, specialmente sotto minaccia di morte. Diciamo che il fantasy è un genere che non sento mio, ho letto Tolkien come tutti e altro qua e là. Ultimamente poi il mio autore preferito Richard Morgan è uscito con una trilogia fantasy e mi sono detto: “devi, devi proprio”. Dovrei leggerlo, ma scriverlo proprio non mi vengono idee.
  1. Dopo un colpo allo stomaco come il tuo romanzo EVE, cosa dobbiamo aspettarci?
Il mio modo di lavorare si sviluppa in varie fasi. Ogni giorno mi vengono in mente un paio di storie, poi ci dormo una settimana e solo una al mese sopravvive. Quando la storia si forma la metto in un software che uso per ordinarla. Uno schema con lo svolgimento e una descrizione sommaria dei personaggi. La prossima storia sarà un romanzo di fantascienza, abbastanza classico e senza la mescolanza di genere che è di moda ultimamente. Dovrei iniziare a scriverla tra un mesetto.
  1. C'è un episodio della tua carriera letteraria che non ti è andato proprio giù? Che so, un commento, una discussione, un comportamento. Ebbene, togliti il sassolino dalla scarpa!
Quando è uscito il mio primo libro “il cavaliere bianco” i miei amici se lo sono accaparrati, un po' perchè mi ero fatto una buona fama di cantastorie orale e un po' per poter uscire da casa mia con le proprie gambe. Una sera incontro una vecchia amica (vecchia per dire) e mi dice “ah, ho sentito del tuo libro”. Annuisco con la lingua a penzoloni e con mano nella tasca interna del cappotto accarezzo la copia del libro pronto alla vendita. “Lo comprerò quando arriverà in libreria”. Ancora mi sale la rabbia quando ci penso.
  1. Ultima domanda, che non è una domanda. Cosa avresti tanto voluto che ti chiedessi e invece non l'ho fatto?
In quale dei tuoi personaggi ti identifichi?

Bene, ti ascolto!

Nei miei libri cerco sempre di inserire un personaggio secondario che ha il compito di raccontare un punto di vista alternativo a quello del narratore. Sembra complicato, ma non lo è. Nel primo romanzo "il cavaliere bianco" era uno dei due picchiatori serbi che affiancano il capo della malavita balcanica. Ne "il campione di Subbuteo" c'è un certo Colatazzi che risulta un giocatore scarso che poi si ritaglia un ruolo di "giornalista" del Subbuteo. In Eve...si accettano scommesse. 

Ringrazio FLAVIO FIRMO per la sua disponibilità e resto in attesa del prossimo... pugno allo stomaco!



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