LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

domenica 30 dicembre 2012

2° classificata a PALESTRA NO. 7 - Qualcosa di dantesco! di Laura Platamone



A sorpresa secondo posto in

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PALESTRA NO. 07 - QUALCOSA DI DANTESCO!

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La mia prova


ULISSE di Barbara Risoli


In onirica visione vuolsi l’iride mia attonita a colui che caro mi fu sin da infante. Tremito in core mi avviluppò e ginocchio instabile m’indusse a poggiar la mano sull’ampio petto del Sommo a me accanto, per non rovinar su suolo infernale. Emozione vibrante mi colse e discese con lacrima scintillante che illuminò la cupa ombra del loco in cui venimmo a trovarci. Guardai Ulisse dalla mente senza catena e lasciai che l’occhio suo bruno trafiggesse l’anima incredula e vinta. Mi concesse un passo, il latino vate che ci era guida, pur sfiorandomi il braccio a cauto avvertimento.
- Pago nel patimento la mia arsura di conoscenza, pago la rabbia di non esser bruto, senza pietade fui condannato e ora tu giungi, mortale destinata all’ombra com’ogni mortale, a contemplare di me vacua spoglia – disse il sovrano d’isola ionica ancora esistente. Cercai di lenir la sete che mi colse perché asciutte divennero le fauci mie mute. Contemplai, sì, il re che amavo da sempre e lenta la mia gamba si flesse riservandogli unica devozione ch’io concedessi a uomo. Il suo sorriso dalla curva trista mi sfiorò simile a lama che non ferisce e felicità illimitata lasciai che m’attraversasse.
- E ti ringrazio, ancella di un tempo senza monarchi, schiava di un dio che non conosco, per il tuo pensiero che lieve lenisce la mia pena – mi disse ancora l’uomo dalla mente senza frontiere, gioioso nel limite misero che supplizio concede alla gioia.

Le motivazioni del secondo posto


Al secondo posto la nuova arrivata Barbara Risoli, ci offre la sua personale interazione con il mitico Ulisse. Quello che mi ha colpito del suo pezzo è la padronanza di un registro molto alto. Cosa non facile. Affatto. Spesso anzi un autore che si cimenti nel compito di scrivere in un tono così “artefatto” risulta pesante, finto. Nel suo pezzo invece Barbara riesce a padroneggiare il linguaggio senza risultare incoerente, senza sbavature o eccessi. Questa è davvero una dote notevole.

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