LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

domenica 29 luglio 2012

Le recensioni ai miei libri - LA GIUSTIZIA DEL SANGUE

Commento di
SILVIA
utente aNobii

La giustizia del sangue

Un ricamo di storia

Quando prendo in mano un libro di Barbara Risoli so che non sarà banale, so che dovrò impegnarmi a leggerlo sebbene venga catalogato come "romance". So che sfugge a qualsiasi tipo di catalogazione perché personaggi tanto articolati e "bastardi" farebbero scappare un lettore meno amante del genere. Leggere Barbara Risoli è come apprezzare la cioccolata fondente, amara ma che regala delizie ai palati più sofisticati.
La giustizia del sangue mi permettere di incontrare di nuovo Venanzio, l'uomo perfetto perché feroce nei modi e capace di entrare dentro ai pensieri della sua donna senza per questo trasformarla in un burattino. Venanzio è arguto, astuto, affascinante, camaleontico e potrei aggiungere un milione di aggettivi che vi farebbero innamorare di lui. Eppure ha un difetto, troppo grosso ai miei occhi che mi fanno desistere dal tentativo di conquista, ama una donna, Eufrasia altrettanto feroce e arguta. I due si completano, sono fatti della stessa pasta, sono assassini e angeli. Eufrasia è meno capricciosa rispetto al Veleno del cuore, credo che la vicinanza al duca Rues de Martin (sempre Venanzio) negli anni trascorsi in Martinica le abbiano fatto bene. E' triste perché qualcosa ha messo in crisi il suo matrimonio, sa di avere una nuova possibilità, sa che non può cedere allo sconforto, perché, parliamo chiaro, dove lo trova un altro Venanzio?
In Francia la Rivoluzione impazza, Luigi XVI è stato decapitato, Maria Antonietta ha un destino tracciato che la porterà dritta alla ghigliottina. Venanzio ed Eufrasia si ritrovano a perseguire un obiettivo, che forse li riscatterà da quelle colpe che creano un'ombra nella loro vita. E qui che secondo me l'autrice fa un salto di qualità. Barbara Risoli non descrive un mondo incantato di libertà, bensì attraverso le riflessioni di Eufrasia ci fa entrare dentro l'inferno che può celarsi dietro il più nobile degli ideali. I Francesi rivoluzionari inneggiano l'uguaglianza e torturano i nobili come se non fossero esseri umani, stuprano bambini nel corpo e nella mente, uccidono la decenza di una società ordinata e nello stesso tempo fanno emergere la nobiltà d'animo, che altro non è che umanità, dei nostri due eroi.
Il sangue scorre a fiotti lungo le vie di Parigi, si mescola all'alcool che annebbia le menti e rende tutto soffuso, anche la violenza più bieca.
L'autrice prospetta un finale diverso dalla storia, che in postfazione si affretta a spiegare per onore della cronaca storica.
Credo che tutti dovrebbero leggere questo libro perché alla fine ciò che mi è rimasto dopo averlo riposto in libreria, accanto agli altri di questa singolare narratrice, è l'immagine di ciò che può accadere quando si è guidati da una classe politica inefficiente che guarda più agli interessi di casta che a quelli del popolo.

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