LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

mercoledì 11 gennaio 2012

L'OPINIONE - Crisi economica - Aumentano i suicidi

AUMENTANO I SUICIDI
COME ESTREMA SOLUZIONE
(nesuna immagine per rispetto all'argomento)

Ho nitida memoria di una persona a me molto cara che, in tempi già sospetti (anche se edulcorati da una propaganda positivista), diceva candidamente: perchè non apriamo il gas e la facciamo finita? Lo diceva a chi le viveva accanto. Il gas non è mai stato aperto, ma la Morte ha precchie lunghe e ci ha pensato lei a 'salvare' chi, nella fine della vita, vedeva la giusta soluzione a una situazione che, adesso, è palese, scevra di edulcorazioni calma-animi e posta in mano a chi tutto questo lo ha causato. Altre promesse, quelle di risolvere tutto. Non accadrà e l'aumento dei suicidi in Italia è un campanello d'allarme che viene timidamente ignorato, perchè... si, giusto, vige la regola che non parlarne evita l'emulazione. Sciocchezze da mass-media, qui non c'è niente da emulare, qui non si mangia e i casi sono due, uno fortunato per lo Stato, uno un po' meno fortunato anche per noi.
Nel primo caso, se la gente si toglie lsa vita (parliamoci chiaro) tutti costi in meno, pensioni saltate, rogne da districare. Lo dico freddamente, ma del resto viviamo in una catastrofe prima di tutto fredda, perchè devo pormi il problema di urtare la sensibiità dei miei carnefici? Ebbene si, più gente muore, meno pensioni un giorno verranno erogate, ecco perchè l'età pensionabile è stata alzata: statisticamente per difetto, un terzo dei lavoratori morirà, vuoi per malattia, vuoi per suicidio. Non mi si venga a dire che non è possibile. Mio padre è morto a 70 anni, giovane per un uomo del terzo millennio, giusto? Mia madre a 64 anni, in piena età lavorativa. Giovanissima, se vogliamo. Quindi ciò che dico non è tanto impossibile!
Per quanto riguarda i giovani, quelli sono perduti ormai: senza sbocchi, senza lavoro, senza soldi. O delinqueranno, perchè dove c'è torbido c'è business, o soccomberanno con il suicidio oppure, i più coraggiosi, se ne andranno in giro per il mondo a cercare fortuna e la fortuna potrà essere pure fare lo spazzino a Katmandù, sia chiaro.
Ma la cosa più preoccupante è la seconda opzione. Vero che la rassegnazione dilaga, un po' come in un romanzo fantasy dove il castello nero incombe sulle terre inaridite dall'avidità e dal Male. Ma, come in ogni buon romanzo fantasy... c'è sempre quello che alza la testa e dice basta. E qui, senza andare a leggere i romanzi fantasy, leggiamo la Storia. Le grandi rivoluzioni sono state tutte alimentate dal malcontento, dalla fame, dal freddo, dalle ingiustizie sociali e quanto altro vogliamo metterci... e tutto è presente in questa nostra Italia. Ma... pensiamo bene alle rivoluzioni, quelle grandi e studiate (esistono pure quelle secondarie, non meno terribili); pensiamo al sangue versato, alle nefandezze perpetrate, alle ingiustizie in nome della giustizia. Tutto giustificato, giusto? Il popolo era vessato e si è difeso. Noi non siamo vessati? Dov'è la certezza che non ci difenderemo? Da sperare allora che i suidici limitino l'esercito della giustizia? Situazione in bilico tra il dire e il fare la nostra, siamo frenati dal raziocinio, dalla civiltà di cui andiamo tanto fieri, dal rifiuto per la violenza. Meno male... ma quanto durerà? L'uomo è un animale, difende per natura il proprio territorio e, specialmente, difende i propri cuccioli: a parte qualche essere immondo da castrazione chimica, a noi i nostri figli sono cari e quando non mangiano... la vedo dura. Cosa ci fermerà? E cosa possiamo fare? Ancora lo Stato è fortunato, L'Italia è vecchia, mediamente vecchia, gli immigrati non sono sfiorati dalla sorte del nostro Paese che serve loro solo per non morire, quindi manca la 'mano d'opera'. Ringraziamo il Cielo per questo, allora... anche se magari sarebbe il caso che il Cielo, con i Suoi rappresentanti, ci desse un po' un'occhiata in questa polveriera senza fondo.

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