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venerdì 6 gennaio 2012

LE CAUSE DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE - Comparazione storica

DAL SITO
LA RIVOLUZIONE DI FRANCIA

di

Fernanda Nosenzo Spagnolo



Gli storici chiamano gli anni che corsero tra il 1789 (per l'esattezza dal 5 maggio) e le deliberazioni giuridiche del cosiddetto “termidoro”, precisamente il 26 ottobre 1795 (data dello scioglimento della Convenzione e della proclamazione della definitiva costituzione repubblicana), con il nome di Rivoluzione Francese.
Ebbe inizio a Parigi e, attraverso alterne e drammatiche vicende, il movimento di popolo che si originò riuscì a far crollare nella Francia il regime di monarchia assoluta, ma creò soprattutto i presupposti per la costituzione degli stati democratici moderni in tutta Europa. C'è da dire che cause che determinarono la Rivoluzione Francese sorsero da problemi gravissimi e molteplici di natura politica, sociale ed economica.

Luigi XIV roi soleil
Le cause politiche furono essenzialmente determinate dall'assolutismo della monarchia francese. Invece di assecondare il grande movimento illuminista dei decenni precedenti, che auspicava una visione più libertaria e meno coercitiva della società, la corona di Francia si mostrò insensibile ed inerte di fronte alle innovazioni auspicate dai sudditi. In precedenza il sovrano Luigi XIV aveva dichiarato di essere lui stesso lo stato (“L'état c'est moi!”), ed aveva edificato a Versailles una enorme, splendida reggia, ma costosissima, che per le spese sostenute per l'edificazione e gli arredi aveva trascinato tutto il paese quasi alla miseria. Inoltre Luigi XIV, il “roi soleil”, aveva procurato al  paese troppe guerre dall'esito scontato e, attraverso queste, a un deflusso di risorse economiche e di vite umane, ovvero della forza lavoro di un'intera nazione.
Il  successore Luigi XV aveva continuato lo sperpero dissennato del denaro pubblico “Aprés moi le déluge!”) e suo nipote Luigi XVI, il monarca durante il cui regno iniziò la Rivoluzione, si mostrò totalmente privo di intuito politico, per giunta psicologicamente dominato dalla giovane moglie Marie Antoinette, la quale per estrazione di nascita (era austriaca, figlia della regina Maria Teresa), per ambizione e per ostentata magnificenza rimase costantemente detestata dalla popolazione francese.
Le motivazioni sociali della Rivoluzione furono più gravi, motivate principalmente dalla divisione forzata del popolo francese in tre classi sociali: nobiltà, clero e borghesia (terzo stato), delle quali le prime due erano le privilegiate.
La nobiltà, per quanto non esercitasse più nei feudi prerogative sovrane, conservava ancora molti privilegi economici e, per quanto costituisse una netta minoranza, possedeva una buona quinta parte del suolo nazionale.
Il clero godeva anch'esso di molti privilegi ed essendo parimenti una esigua minoranza, era più ricco e più potente della stessa nobiltà.
Il “terzo stato” era costituito dalla grande maggioranza del popolo, e per quanto fosse l'asse portante della società francese e dell'economia nazionale, doveva sopportare il peso delle imposte ed era peraltro escluso dal governo dello stato.
I motivi economici possono essere ricercati nell'estrema miseria in cui versava la popolazione e nella rovina finanziaria dello stato. La povertà era tale che a Parigi, sul finire del XVIII secolo, si contavano oltre centomila mendicanti. L'indigenza tuttavia era più avvertita nelle campagne. Qui i latifondi della nobiltà e del clero erano prevalentemente lasciati nell'abbandono e, come conseguenza era in atto una fortissima dispersione delle ricchezze potenziali.
A questa situazione si aggiunsero le frequentissime carestie ed epidemie le quali, proprio negli anni precedenti la Rivoluzione, crearono in tutto il territorio di Francia migliaia e migliaia di malati, di affamati e di rapinatori. Inoltre la rovina finanziaria dello stato, provocata principalmente dai dissennati sperperi degli ultimi monarchi, allo scoppio della rivolta era tale che il gettito delle imposte non copriva nemmeno gli interessi del debito pubblico. Fu principalmente la rovina finanziaria dello stato e della società francese che costituì la causa immediata delle Rivoluzione.
Tutto iniziò quando re Luigi XVI, dopo i primi tentativi di riforma, resi vani dall'ostilità della corte, nominò controllore delle finanze il banchiere ginevrino Jacques Necker e convocò gli Stati Generali della nazione.

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