LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

venerdì 20 gennaio 2012

FRANCESCO SCHETTINO - La lancia spezzata

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FRANCESCO SCHETTINO
Ex Comandante
COSTA CONCORDIA

UNA LANCIA SPEZZATA

Tragedia in mare. Innegabile. Un solo morto, come centomila, ha il valore del dolore. Un solo disperso, come un milione, ha il valore della disperazione. Tutto sbagliato per la nave COSTA CONCORDIA, come in un romanzo terribile dove la sorte non concede tregua ai suoi protagonisti. Ma non è un romanzo. La tecnologia ci documenta tristi verità, urla assordanti, strani ordini e miseri comportamenti. I media non evitano il massacro, ci vivono con il massacro, che ci piaccia o no, e noi, spettatori attoniti, ci nutriamo di quel sangue trasparente, quello che versa un'anima trafitta: niente colori, solo giudizio! Io ci sto dentro, non mi tiro indietro. Io son quella che alla voce dell'allora sconosciuto comandante DE FALCO ho sentito il brivido interiore della profonda stima per un uomo con... gli attributi, lo dico! Mi ha emozionato DE FALCO, tuttora lo considero un eroe, perchè oggi eroe è chi fa il suo dovere. E guardo la TV, morbosamente in cerca di uno spiraglio di menzogna, forse tutto è una menzogna, ma le probabilità sono davvero poche.
Dopo questo preambolo, sto per dire una cosa che a molti non piacerà e non piace neppure a me, però siamo esseri umani e viene un momento in cui ci si deve fermare e farsi una domanda, due, tre... una riflessione è d'obbligo. Allora immagino il comandante FRANCESCO SCHETTINO, messo alla gogna mediatica non solo dall'Italia, che si nutre di sague trasparente, ma dal mondo intero, che non perde occasione più ghiotta per sottolinerare quanto gli italiani siano italiani.
Dicevo... immagino il comandante SCHETTINO baldanzoso e simpatico, interiormente potente, convinto nel suo intimo di essere infallibile, pronto a sfidar la sorte, apparentemente ardito dunque, bravo, ma un po' sconsiderato, però ce la fa sempre Schettino a superare le situazioni difficili. Lo immagino contornato da collaboratori che lo sostengono, lo giustificano, lo ammirano e obbediscono ai suoi ordini a volte insoliti, ma sempre, in passato, mirati forse a dare spattacoli altisonanti. Schettino sembra una pirata gentiluomo, affascinante, suadente, cercato e osannato. E lui si gongola nella sua onnipotenza che non lo ha mai tradito. E scatta il gioco, perchè Schettino il gioco lo sa giocare, lui può guidare un bestione con una mano sola (si usano le mani per dirigere una nave?). Schettino andava bene, altrimenti non sarebbe stato il comandante della COSTA CONCORDIA, era un buon intrattenitore, faceva respirare l'aria del famoso telefilm anni '80 LOVE BOAT, magari faceva suonare la sua stessa canzone! Era bello Schettino e andava bene: faceva sentire le donne importanti e gli uomini pure. Lo immagino così Schettino, portato sul piatto d'argento, con le sue battute, la sua vitalità, probabilmente con il suo passo militare, anche se militare non era.
Poi il crollo. E nulla è peggiore del crollo di un guerriero o di chi, in questo caso (salvo diversa dimostrazione), guerriero crede d'essere. Poi il panico, davanti a una situazione difficile creata da imprudenta e potenza mal dirette. Poi il tenttivo di coprire se stesso, di salvare il bestione che vale tutto l'roro del mondo, di evitare morti tra una miriade di passeggeri. Tutto inutile per un guerriero senza armi o che quelle armi non le ha mai usate. Schettino non è un ragzzo, supera i 50 anni, ricordiamolo. Una vita si schianta contro un pezzo di scoglio. Quello scoglio, dove accienti era quello scoglio? Schettino perde la testa, non vorrebbe, ma sa dall'inizio che tutte le responsabilità saranno riversate su di lui, perchè Schettino ha 50 anni. Perde la testa e lascia che tutto scorra, nessuno spezzerà una lancia in suo favore, lo sa e lo accetta. Ogni tenttivo sarà inutile e peggiorerà le cose, ogni programma batterà sulla testa e, salvo diversa dimostraziome, assiste all'affondamento di una nave che lo aveva fatto sentire Dio. Forse Schettino è un superbo e la punizione per lui è stata esemplare.
Però, io penso a come sta adesso, consapevole che in fondo chisse ne frega di come sta lui, e gli altri? Io stessa mi chiedo come faccia a respirare con una simile tragedia addosso. Lo immagino adesso, senza uniforme alla LOVE BOAT, senza i collaboratori che lo stimano, senza le donne che lo guardano e lo chiamano, senza la sua plancia, la sua nave, la sua idea di pirata gentiluomo. E mi fermo, solo un attimo. Anche lui, come DE FALCO, è un uomo e forse merita un po' di rispetto, pur nel giudizio che inevitabile noi tutti diamo. E' un uomo, con una vita distrutta, comunque andrà, se andrà. Io una lancia la spezzo in suo favore: venga punito per l'enorme, inimmaginabile errore commesso, certo... ma fermiamoci a considerarlo un uomo che ha sbagliato. Rammento il titolo di un film bellissimo degli anni '50: PIETA' PER I VINTI.

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