LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

mercoledì 28 dicembre 2011

Stralci - LA GRAZIA DEL FATO (fantasy mitologico)



 
Stralcio tratto da
LA GRAZIA DEL FATO
(sequel de L'errore di Cronos)
di
Barbara Risoli

0111 Edizioni


Fos era seduta sul trono. Ai suoi piedi il re respirava male. Si sentiva impotente e vinta, non riusciva a credere che un guerriero come Dunamis potesse morire per un banale, per quanto potente, schianto contro un muro di pietra. Ogni tanto si chinava su di lui per togliergli dalle labbra il continuo versamento di sangue. Una lacrima le attraversava il volto e Flogos pareva sorvegliare l’inevitabile dipartita del signore della rocca. Era presente anche il vecchio Atir, attonito davanti al pallore del suo signore, e cercava di non ascoltare i rantoli di un respiro che sembrava sempre l’ultimo. Aveva implorato Fos perché trovasse un sistema per rimetterlo in piedi, l’aveva pregata commovente e davanti al suo diniego si era arrabbiato, poi era caduto nel silenzio ed ora se ne stava in disparte ad attendere.
Dunamis tossì, altro sangue gli uscì dalla bocca e colò lento, inesorabile, sulla pietra inclinata del palco reale. Tutti strinsero gli occhi, scacciarono quella realtà con la forza di
un sentimento che non era possibile definire. Non era amicizia e nemmeno amore. Era solo affetto, a tratti vago ed a tratti profondo, ma era affetto, quello al quale il sovrano non aveva mai voluto credere, figlio non solo di un lupo, ma anche dell’indifferenza. Ancora la principessa gli raddrizzò il capo per passargli un panno candido sulle labbra insanguinate. Il naso continuava a stillare la sua vita e, in uno slancio di compassione, lo abbracciò forte, macchiandosi di lui il collo e l’abito grigio.
- Non puoi morire, quale dio vuole questo? – sussurrò e pensò a Thanatos che non giungeva, che non era disposto a porre fine a quell’agonia. Forse non lo poteva fare. Forse Dunamis era destinato all’eternità di quel supplizio crudele. Forse questo gli dei avevano disposto per lui, per le sue nefandezze e poi per il suo ritorno a ciò che era sempre stato. Per lui la punizione era stata definitiva e l’orgoglio non conosceva perdono. Lo strinse ancora ed ancora sino quasi a fargli male, ma se ne infischiò sotto lo sguardo commosso di Flogos che si chiese cos’altro poteva succedere se il re stava spirando senza neppure l’arma in pugno.
Poi qualcosa attirò la loro attenzione. La sagoma sinistra di una dea mise sulle difensive Fos. La riconobbe e si alzò tremando. Scavalcò il sovrano e si parò davanti a Nyx che grandiosa, bellissima ed inquietante, era entrata nella sala seguita dalla piccola ed intraprendente Ormè.

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