LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

mercoledì 14 dicembre 2011

L'NTERVISTA IMPOSSIBILE - Le domande dei lettori alla contessa EUFRASIA DE FLEUVES (protagonista de IL VELENO DEL CUORE) - Caterina Armentano domanda

Qualcuno forse la ricorda...

DAL GENIO DI PAOLO FEDERICI

ripropongo


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L'INTERVISTA IMPOSSIBILE
alla contessa Eufrasia des Fleuves


CATERINA ARMENTANO
autrice de
LIBERO ARBITRIO
0111 Edizioni


intervista

LA CONTESSA
EUFRASIA DES FLEUVES


(protagonista controversa de IL VELENO DEL CUORE e LA GIUSTIZIA DEL SANGUE)

- Il suo amore con Venanzio è un amore travagliato, selvaggio non le viene mai voglia di un sentimento meno burrascoso?

Io appartengo alla burrasca, la linearità degli eventi è motivo di tedio per il mio essere. L’uomo che ho scelto e che ha scelto me è ciò di cui ho bisogno, null’altro vorrei se non un volo pericoloso tra le sue braccia.
 
- La sua esperienza sull'aborto non l'ha mai raccontata in modo diretto ma la sua tristezza è comunque trapelata, ci può raccontare il suo dolore, l'amarezza di sentirsi indegna per Venanzio visto l'impossibilità di renderlo padre?

Il mio dolore non sono avvezza renderlo in parole, è il mio modo di agire a rendere l’idea di quanto mi abbia straziato perder due figli dopo averne costruito le camere per accoglierli. Dio che mi è nemico ha scelto per me questa punizione a condanna del mio animo senza remore, del male che ho saputo fare a mio padre fingendo di morire per essere libera. Perdere un figlio perché non si è capaci di portare avanti una gravidanza è ciò che più fa sentire male una donna, ma il mio dolore era di rabbia, contro un destino che non accettavo e non mi sentivo affatto indegna di Venanzio. Semplicemente avevo paura di rivivere lo strappo che per ben due volte mi ha straziato l’animo. Poi quello stesso destino è mutato e la mia vita da voi conosciuta è sospesa ora sul fatto eccezionale che sono ancora una volta rimasta incinta.
 
- Non so se ha notato che lei ha delle affinità con Rosella di VIA COL VENTO, è solo una mia impressione?
 
L’autrice che mi ha creata ama le donne forti, ama scriver di donne immaginando d’esser come loro. Lei ha sempre amato Rossella, è il suo baluardo e forse sì, qualcosa di lei mi ha concesso, ma mia ha resa molto più fredda per certi versi perché Rossella uccideva (se lo faceva) per difendersi, io lo faccio se mi capita per spianare la strada che voglio percorrere. Amo un uomo che uccide e non mi sfiora il disgusto, non condanno la disonestà se essa mira al perseguimento di un proprio fine. Non conosco il pentimento, mentre Rosella sì.

- La sua matrigna è una giovane donna dalla salute cagionevole, quello che prova per lei è davvero affetto o prova un po' di rabbia nei confronti di una ragazzina così smilza che sembra meritare più di lei un figlio?
 
Parli di Lisette, colei che io ho letteralmente comprato in una locanda dove si prostituiva a soli sedici anni, colei che pur giovanissima ha saputo misteriosamente conquistare un uomo integerrimo come mio padre, colei che contro ogni previsione alla fine è divenuta la contessa des Fleuvres moglie del conte Xavier e colei che incredibilmente e davvero ama mio padre contraccambiata. Il loro rapporto è una specie di paradiso nell’inferno, la sincerità li muove sapendo tutto l’uno dell’altra. L’amore per Lisette è stato forse una vittoria di mio padre su se stesso: lui aborriva il mio rapporto con un uomo del popolo e ha voluto ciò che di più basso esiste nel mondo in cui vivo. Ha saputo vedere la persona e Lisette è una splendida persona, grata e intelligente, capace di capire che la sorte l’ha baciata il giorno in cui ha incontrato me. Mi è fedele come è fedele al marito e il fatto che lei sia rimasta incinta, mentre io ho abortito non è stato motivo di rabbia, no… la mia rabbia trovava le sue radici in ben altro: lei portava in grembo colui che mi avrebbe sostituita nel nome e nella successione ereditaria, perchè, bisogna dirlo, io  ora non sono la contessa des Fleuves, bensì la duchessa Rues de Martin.

- Venanzio l'ha tradita, è inutile tergiversare, il suo amore per lui supera davvero anche quest'ostacolo?

Venanzio ha preso ciò di cui aveva bisogno, esattamente come faccio io, solo che i nostri bisogni sono differenti. Io voglio il controllo delle situazioni, la superiorità sul mondo che mi circonda, non accetto la prevaricazione da parte di chi non vale o per lo meno che ritengo immeritevole, mentre lui in quel momento voleva una donna e l’ha pagata per averla. Venanzio è un uomo, prima di tutto un uomo, poi un bandito, un assassino, in millantatore, una canaglia che risolve tutto con la simpatia, ma è un uomo e gli uomini sono fatti così. L’ho perdonato, ma non sono solita dimenticare e lui, questo, lo sa..
 
- Passione, furia, intraprendenza, arroganza questa è la sua vita con Venanzio, è il suo modo di essere coppia, donna, da dove arriva tanto ardore?
 
L’ardore è insito n ogni donna, in ogni essere umano e l’ardore è fuoco e il fuoco bisogna alimentarlo e per farlo ci vuole abilità e intelligenza. Venanzio è abile e intelligente, ha tutto quello che io voglio e me lo dà. Non è dolce, non è comprensivo, non è elegante e non è neppure governabile, ma coglie ciò che sono e sa esattamente come accendere il mio cuore, perché lo sa avvelenato. Gli accadimenti non hanno mutato il mio modo d’essere, mentre lui ha mutato per me il suo modo di rapportarsi con una donna. Sa essere forte e cogliere le mie debolezze quando neppure io so manifestarsi. La mia passione giunge dall’amore incondizionato che mi ha unito a lui per un’affinità elettiva perfetta, una compensazione reciproca degna di un romanzo e noi siamo un romanzo

- Il rapporto con suo padre è davvero ricucito o è solo apparenza? Un modo per rivestire ruoli sociali altrimenti inaccessibili?

Il rapporto con mio padre lo ha voluto mio padre, io lo avevo perduto e non lo avrei più cercato. La sua autorità assoluta mi era inaccettabile e mi sono difesa nel peggiore dei modi, senza mai pentirmi. Forse lo avrei fatto se non si fosse semplicemente alleato con un bandito che in tempi non sospetti avrebbe ucciso a sangue freddo per eliminarlo. Mio padre ha visto in Venanzio, tutto sbagliato e falso nelle apparenze, l’unico uomo capace di rendermi felice e di farmi sentire importante come lui anni addietro sapeva fare. Mio padre mi ha salvata accettando Venanzio, mio padre è sceso nel mio inferno senza più pretendere di farmi salite in ciò che lui considera paradiso. Non è più mio padre ufficialmente, ma lo sarà sempre dentro di noi. Lui per me c’è anche adesso che sono incinta e per salvare la mia creatura ho bisogno di un luogo sicuro e il luogo sicuro è la casa di mio padre.
 
- La maternità biologica, per lei è più importante di quella del cuore?
 
Mio figlio Carlo è Luigi XVII, diciamolo. Mio figlio Carlo non è sangue del mio sangue, bensì del sangue versato dalla Rivoluzione, prima di suo padre e poi della sua grande madre. Ho salvato Carlo dalla fine che tutti conoscete e che in realtà non  è mai avvenuta. Venanzio ha attraversato il mare di fango della Parigi del Terrore per darmi ciò che volevo, per darmi non un figlio, ma un re. Questo lo scopo dell’intero secondo romanzo, darmi il meglio perché io per lui sono il meglio. Il destino mi ha dato un’altra figlia non biologica, Genevieve, vittima anche lei della Rivoluzione. Li amo, li ho voluti, li ho stretti forte quando ho capito d’essere la loro unica salvezza. Non è importante il sangue, no… è importante il cuore e so che nel futuro da scrivere saranno felici, anche se… qualcosa di me prenderanno e anche di Venanzio… e non siano degli stinchi di santi.

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