LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

lunedì 19 dicembre 2011

IL BARATRO DELL'AMORE - Racconto on line a episodi (replica)

Image and video hosting by TinyPic

IL BARATRO DELL'AMORE
di
Barbara Risoli


- Undicesimo episodio -

Vide Genova da lontano, di notte, illuminata come un paradiso e frenetica anche da quella distanza. Vide il porto prima di Marsiglia e dal ponte ove andata per prendere un po’ d’aria osservò quel panorama con la tristezza nel cuore. Dopo l’ultimo colloquio, il principe le aveva risparmiato la propria presenza, concedendole di riprendersi, di mangiare regolarmente, di riposare senza dover fare i conti con i continui mancamenti di cui era vittima. E lei all’inizio aveva trovato tutto questo positivo, poi la solitudine aveva iniziato ad avvolgerla come un manto pesante e aveva immaginato come avrebbe vissuto quando il matrimonio fosse stato annullato. Si sentiva sola e sconsolata sulla nave, pur sapendo che c’era anche lui, pur udendone la voce distante a volte, pur consapevole dell’emozione che continuava a darle. Come sarebbe stato quando se ne sarebbe andato via per sempre? Ma perchè? Desiderò senza negarlo che tutto andasse diversamente, anelò un coraggio che a tratti emergeva in lei, ma che non era bastato per avere con Jules un rapporto se non altro umano e non sospeso tra il dire e il fare, con i secondi contati, con lo spettro del baratro che ormai sapeva d’amore e non di disprezzo. Non aveva mai immaginato che innamorarsi significasse questo, sapeva che non era regolare, era giovane, ma non stupida… come quella sera davanti alla porta di un uomo che avrebbe potuto prenderla e gettarla via. Non lo aveva fatto.
- Vorrei non giungere mai a Marsiglia – sussurrò a se stessa in una confessione davvero eccezionale.
- Auspicate una tempesta, Nice? – la sorprese la voce di Jules dietro di lei. Non si mosse. Era decisa a resistere stavolta. No, non voleva perderlo prima ancora di averlo. Erano pensieri impudichi forse… o forse no, desiderare di camminare al suo fianco non era cosa oscena.
- Il mare è traditore a volte, potreste essere fortunata… - la prese in giro appaiandosi a lei, i gomiti sul parapetto, una leggera brezza a sfiorargli il volto inumidendo lo sguardo che non si posò sulla donna. Erano prudenti nel movimenti e nelle azioni, sospesi in un timore che ora era insito in entrambi.
- No – rispose Nice a denti stretti. Poteva farcela. Il cuore batteva meno pazzo pur avendolo accanto, la gioia riusciva a calmarla ed era strano. Piacevolmente strano.
- Suvvia, Nice! Sto scherzando! Non è stagione di tempesta questa… non tra le onde almeno – sogghignò allusorio e lei colse quel riferimento arrossendo miseramente nella penombra del ponte.
- State scherzando… - ebbe il coraggio di dire. Jules sussultò simile a lei.
- Non lo avete mai fatto – aggiunse la giovane stringendosi nello scialle di lana leggera. Aveva formulato una frase completa e con un senso. Jules non si trattenne, la guardò e ne incontrò gli occhi sparuti. Nonostante la notte, si accorse nel suo rossore. Rimase in silenzio. Scorse il sorriso bellissimo di una donna altrettanto bella, il suo tremore, il suo timido desiderio di stargli accanto. Attese. Passarono i minuti, Nice non oscillò, rimase dritta e fiera pur nella fragilità che la caratterizzava. Lontana Genova viveva la notte, sulla nave qualcosa era cambiato.

Nessun commento:

Posta un commento