LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

giovedì 15 dicembre 2011

IL BARATRO DELL'AMORE - Racconto on line a episodi (replica)

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IL BARATRO DELL'AMORE
di
Barbara Risoli


- Settimo episodio -

Dopo avere atteso per qualche minuto fuori dalla porta, seduta sulle scale che portavano allo studio, Nice giunse come era stato ordinato, non aveva avuto il tempo e la possibilità di cambiarsi. Si presentò davanti al padre e al futuro sposo con la camicia dello stesso, le esili gambe scoperte, le maniche lunghe a coprirle le mani strette al petto. Assonnata, scompigliata, era tuttavia bellissima agli occhi di Jules che la osservò fuggevole per poi tornare se stesso, duro e determinato. Il prete, che aveva ricevuto precise istruzioni, si posizionò dietro la scrivania, mentre due servi si appaiavano agli sposi. Si stavano per sposare sotto lo sguardo attonito del conte che tentò di impedire quell’assurdità.
- Dovrete rinunciare alla solita facciata che vi rende grande, conte… un piccolo prezzo per la salvezza che vi siete comprato vendendo vostra figlia – ringhiò il principe mettendo a disagio tutti, compresi i servi che guardarono altrove. Nice lo scrutò incredula, il cinismo che ostentava continuamente iniziava a essere fastidioso per l’amarezza che sapeva infondere nell’anima. Deglutì affranta. Venduta. Aveva sempre evitato di prenderne coscienza, sentirlo dire fu una sferzata in pieno cuore. Si assentò mentalmente, non fu lì quando il prete,m sollecitato bruscamente, formulò le domande di rito ricevendo la risposta secca dello sposo e il silenzio della sposa.
- Ti conviene trovare la forza di dire un sì, se vuoi sopravvivere, Nice – la svegliò poco dolce, intimorendola. La minaccia era facile fraintenderla… e lei lo fece. Temette di essere uccisa.
- Quest’uomo ti sta costringendo a fare una cosa sbagliata! – tuonò patetico il conte e solo in quel momento Nice lo guardò e vide per la prima volta l’iniquità di un uomo che aveva sempre amato e stimato, creduto infallibile e giusto. Aveva dentro il sangue del male che si era fatta per convincersi che anche mandarla nella camera di un uomo prima del matrimonio fosse stata una cosa giusta. Strinse i denti e si fece altro male.
- Sì – disse secca volgendo lo sguardo fermo al prete spaurito sotto il controllo del principe che afferrò la mano della donna accanto a sé infilandole al dito un grosso anello scintillante.
Tutto precipitò in lei, un altro inesorabile baratro, più forte dei precedenti, più violento. Il contatto con Jules le diede un giramento di testa che la fece oscillare subito, gli occhi a chiudersi lievi per poi serrarsi. Le gambe cedettero improvvise, solo la velocità del marito le evitò una rovinosa caduta.

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