LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

domenica 11 dicembre 2011

IL BARATRO DELL'AMORE - Racconto on line a episodi (replica)

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IL BARATRO DELL'AMORE
di
Barbara Risoli


- Secondo episodio -

- Ho sentore che vostra figlia si stia prendendo gioco di me, conte – disse Jules sospettoso, immobile sulla sedia davanti alla scrivania. Il nobile che lo fissò senza espressione.
- Non mi è possibile avvicinarla, è una settimana che sono vostro ospite, il fidanzamento non è stato ufficializzato e non le ho mai rivolto la parola. Sapete bene che non firmerò quel contratto sino a quando non avrò verificato la qualità della merce che mi state offrendo. Avanti di questo passo, conte… e partirò senza concludere. Non sono avvezzo perdere il mio tempo e tanto meno con una ragazzina viziata e recalcitrante – fu chiaro, come suo solito, e crudo, come suo solito. L’uomo sobbalzò. Il tracollo finanziario era ormai imminente, se l’affare fosse saltato sarebbe stata la fine per tutti loro. Sorrise con fare mieloso e scosse il capo fingendo un divertimento lungi da lui.
- Nice è sensibile ai cambiamenti, principe. Datele il tempo di realizzare d’essere sul punto di sposarsi – fu quasi una supplica pur espressa con una fierezza patetica. Il principe sorrise e volse lo sguardo altrove.
- Direi che è giunto il momento di metterci d’accordo tra uomini - lo interessò, anche se il tono non prometteva nulla di buono. Incontrò quegli occhi fermi e disincantati, pensò alla figlia, al destino che l’attendeva.
- Questa notte, nella mia stanza e domani mattina, se sarò soddisfatto, firmerò il vostro squallido contratto, avrete la ricchezza che vi serve e vi libererò della mia presenza sino al giorno del matrimonio che organizzerete come vorrete voi e la vostra splendida moglie – dettò patti ferrei e volgari, impudichi e atti a ferire un padre. L’ironia sulla contessa non sfuggì al padrone di casa.
- State approfittando della situazione – gli recriminò il nobile spiantato.
- Certamente. Ho avuto modo di guardare la bellezza di vostra figlia, ma non sempre la bellezza è sinonimo di qualità, sapete bene qual è l’unica cosa che pretendo da chi sarà mia moglie – strinse gli occhi. Il conte sobbalzò. Certo che lo sapeva ed era triste che l’unica ricchezza rimastagli fosse proprio la verginità della figlia. Abbassò lo sguardo e accettò le regole di quel gioco al massacro che avrebbe massacrato un innocente per salvare tutti loro.

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