LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

lunedì 21 novembre 2011

L'ERRORE DI CRONOS - Autopresentazione tra il serio e il faceto


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L’ERRORE DI CRONOS

Genere fantasy-mitologico

RUNDE TAARN EDIZIONI
Anno 2008

Zaira, una ragazza come tante, si trova improvvisamente catapultata in un passato remoto e lontanissimo. Un’avventura che terrà il lettore con il fiato sospeso. Una lunga fuga per trovare il modo per tornare nel proprio mondo e nel proprio tempo. Un viaggio in una terra aspra e dura che la costringerà a diventare una vera guerriera. Un viaggio che la farà crescere e maturare attraverso le difficoltà e l’amore per uno spietato sovrano. Un amore forse impossibile, ma scritto nel destino, che le incatenerà il cuore e l’anima e la porrà davanti ad un difficile dilemma nel momento in cui giungerà la possibilità di tornate nella sua era e ritrovare la sua vita.

Dalla stessa autrice de LA STIRPE (Runde Taarn Edizioni), L’ERRORE DI CRONOS è il primo di una trilogia. Un nuovo modo di scrivere il Fantasy.
(Quarta di copertina stilata dalla casa editrice)
Prezzo: € 10,00
Acquistabile
IBS: www.ibs.it/libri/risoli+barbara/libri+di+barbara+risoli.html
Casa Editrice RUNDE TAARD EDIZIONI: www.rundetaarnedizioni.it/
In libreria: su ordinazione, il distributore è ediQ Distribuzione
NE PARLO IO…

Niente elfi, niente magia, niente che ricordi Tolkien, niente mondi con draghi e mostri, lieve lotta tra il bene e il male. Ma che fantasy è? Ecco appunto, ditemelo voi che fantasy è? Un genere completamente fuori dalle righe che io non vedo eccessivamente fantasy, anche se il cosiddetto fattore fantastico consta in una traslazione nel tempo. Abbiamo Zaira, 16 anni, adolescente insoddisfatta (e qual è l’adolescente soddisfatta?) che si ritrova nel 1200 a.C. nella Focide dei tempi di Omero. E Omero lo incontra davvero, come incontra Ermes che messaggia, Artemide che battaglia, Athena che persegue giustizia (la sua!), Selene lunatica, Zeus tonante e poi le Amazzoni, complotti, amici, nemici, paesaggi aspri e duri, monti, pianure, fiumi assassini, L’Olimpo, l’Epiro, il funesto lago Acherusia (uno dei passaggi per l’Ade), eroi e meno eroi. Insomma, di tutto di più, ma… ma… ma… ce uno più di tutto che incontra. C’è il 'di più', 'er più', c’è il figlio del lupo, meglio noto come Dunamis di Astos, sovrano indiscusso della rocca cara ad Artemide, Astos appunto, vicina immaginaria del regno di Delfi. L’omo è omo, su questo non ci piove, solo che ha un carattere, un carattere… mia madre diceva che Dunamis era semplicemente antipatico. Ecco, cara mamma, grazie! No, Dunamis è un tiranno, ma siccome è bellissimo gli si perdona un po’ tutto. E’ cattivo, almeno così lo vuole il suo passato e la leggenda con la quale ama avvolgersi, passando per uno senza cuore e quindi tragicamente impossibilitato ad amare. Ma Zaira è Zaira, mica una che passa di lì a pascolar le pecore, no, questa arriva dal futuro e quindi, per un megalomane carognone come Dunamis, non può essere che la sua donna, una speciale insomma che, se non la conquista e non la sposa, gli fa fuori il regno, come ha detto una profezia anni prima. Ucciderla è gravoso, troppo bella, troppo donna, troppo tutto… allora opta per l’innamoramento che, per mano di Eros il bastardello, è reale. Ma Zaira, appunto, non è una qualsiasi e, dopo averlo illuso, se ne fugge dalla rocca con il suo peggior nemico perché ha paura di lui. Qui la ragazza inizia a dare i primi segni di demenza, per come la vedo io… e non la smetterà più, sino all’ultima pagina, garantito. Pur avendola ovviamente amata e costruita io, alla fine la ragazzina la prenderei calci per prima, ma nella storia ci sta perché così innalza la grandezza di Dunamis che, come in molti lettori mi han fatto notare, alla fin fine non dimostra mai la bestialità di cui tanto si vocifera. Altro scoop… nel seguito saranno contenti quelli che lo volevano cattivo, ne combina una… ma ne parleremo.
Non dico altro… altrimenti lo racconto tutto, dico solo che secondo me non è una lettura per ragazzini, anche perché, insomma… i due tipi, in certi momenti… beh, ci siam capiti, eh? Capisci ammè! Passione, amore, odio, dispetto, dolcezza ,asprezza, è il mio solito susseguirsi di emozioni il romanzo che considero del cuore perché, ma si sa, l’ho scritto a 16 anni. Non ho cambiato nulla della trama, l’ho solo reso decente nella narrazione. Insomma… non è che a 16 anni scrivevo come adesso e comunque ha delle imperfezioni narrative che ho tralasciato nel desiderio di lasciarlo il più fedele possibile alle emozioni del tempo. In queste righe ci sono io a quella distante età. Mi è stato detto che in fondo Zaira non si poneva troppi problemi pur trovandosi in un tempo privo delle comodità del suo, che strana ragazza! Io ero così, ero già strana allora… e non trovo affatto insolito che 16 anni una se ne freghi allegramente dei problemi davanti a un uomo che rispecchia la bellezza e la perfezione in assoluto (perché il personaggio è questo, bellissimo quanto nefasto). Succede anche a 50 anni delle volte… ma in un fantasy il raziocinio lascia di solito il tempo che trova, cercare il cavillo mi sembra pretenzioso. Mi si perdoni, ma io questo romanzo lo difendo perché mi sta dentro, riflette le illusioni metaforizzare di una ragazzina, ricorda alla donna adulta che ora sono, come ero e come sono giunta sin qui. Vabbè… adesso filosofeggio. A chi lo consiglio? A tutti, naturalmente, anche perché il seguito (come tutti i miei seguiti) credo sia ancora meglio, quindi… vedete un po’ voi!

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