LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

martedì 22 novembre 2011

Le recensioni ai miei libri - LA GRAZIA DEL FATO e LA GIUSTIZIA DEL SANGUE - Due opinioni a confronto!

Reduce da un commento davvero inatteso, ho avuto modo di riflettere e mi è stato inevitable mettere a contronto due recensioni a due miei libri diversi. Tempo addietro, in anteprima 'mondiale' lo scrittore PAOLO FEDERICI (valente ma senza pietà, lo preciso) ebbe modo di leggere il mio romanzo storico sentimentale LA GIUSTIZIA DEL SANGUE e commentarmi in maniera decisamente lusinghiera.
 
Questa estate il blog LETTURE DI UN PIRATA ha avuto modo di recensire il mio libro LA GRAZIA DEL FATO, sequel de L'ERRORE DI CRONOS, fantasy mitologico fuori dalle righe. Ho conosciuto la persona durante una presentazione in zona, posso affermare con certezza che neppure lui è un 'tenerone', nel senso che se c'è da dire qualcosa lo dice, a occhio mi è sembrato subito una persona secca e determinata, nonchè competente visto che naviga nell'ambiente delle presentazioni e non solo.
 
Premesso questo, mi è stato quasi impossibile non mettere a confronto queste due opinioni non tanto sulle trame (entrambi non svelano più di tanto), piuttosto sul mio modo di scrivere e sull'augurio finale.
 
Il blog
LETTURE DI UN PIRATA

mi recensisce così



Barbara Risoli mitologia traveltime fantasy

Mah! Non mi piace il genere fantasy… be’, Tolkien l’ho letto (e vorrei vedere!), però non avrei mai più letto null’altro se non mi fosse capitato di presentare quest’autrice: Barbara Risoli, nell’ambito di una Sagra paesana i cui organizzatori, una volta tanto, hanno avuto il coraggio di proporre presentazioni di libri, tra questi, “La grazia del fato”, appunto… Mi ha colto di sorpresa sia per la scrittura che per l’originalità, sommerso come sono da pletore di postulanti convinti di aver scritto, pagandolo, il miglior romanzo del mondo, almeno la Risoli sa scrivere e poi il suo, più che un fantasy, è un romanzo che ha a che fare con il mito, con la cultura classica… tra i protagonisti c’è lo scrittore padre di ogni scrittore morto o vivente deggno del titolo: Omero… Omero lo scrittore, l’Iliade il libro… Peter Handke e Wim Wenders… e cosa vuoi di più se la Risoli ti inventa una fiction in quei paraggi? E poi, a parer mio, gli dei immortali dell’Olimpo sono molto più credibili e belli del caravanserraglio subumano degli dei monoteisti al completo dei loro profeti maggiori, minori e minus… e non mi devo dimenticare di scrivere che la scrittura di Barbara Risoli è lirica e immediata cioè quel che serve per una visita avventurosa e guidata fino ad un certo punto nel periodo in cui la civiltà d’Occidente affonda le proprie radici al netto di ogni influenza giudaico cristiana… Inoltre, e non è cosa da poco, “La grazia del fato” è il secondo episodio di una saga che non pare essersi ancora esaurita… Non vi scrivo della trama e dei personaggi –che sono tutti da scoprire- e concludo augurando a barbara Risoli il successo che merita e soprattutto un editore adeguato…
Capitain Ward


Lo scrittore
PAOLO FEDERICI
mi recensisce così



Barbara Risoli romance


Barbara Risoli: tutte le sue "commedie" funzionano e hanno la magia per farsi realtà!

Si comincia con un matrimonio felice e fastoso.
Ma solo dopo poche pagine cambia la data (sono passati tre anni) e all'improvviso tutto è diverso: Eufrasia e Venanzio (gli sposi) sono in rotta, quasi non si rivolgono la parola da più di un anno, ognuno pensa ai fatti propri.
C'è solo un vago accenno a due aborti (spontanei).
Possibile che siano "quelli" la causa della rottura dell'idillio tra i due?
Eppure l'amore traspare in ogni loro gesto, in ogni loro sguardo, in ogni loro pensiero.
La verità è molto più profonda: Eufrasia continua a provare il rimorso (quello che al giorno d'oggi manca a tanta gente) per qualcosa fatto tanto tempo addietro.
E allora vive alla ricerca dell'auto-punizione e dell'espiazione.
Poiché però non si può cancellare il passato, una specie di "missione impossibile" rivolta al futuro è quella che le ridà la speranza di superare il dolore.
La storia, quella vera, entra prepotentemente nel romanzo.
Siamo al tempo della Rivoluzione Francese ed assistiamo, in diretta, alle atrocità di quel periodo.
Ma anche viviamo il tentativo di liberare l'ultimo erede del re di Francia.
Quel bambino passato alla storia con il nome di Luigi XVII.
Personaggi realmente esistiti si mescolano con i personaggi creati dall'autrice in un avvicendarsi di fatti che tengono il lettore incollato alle pagine.
Realtà e fantasia si confondono: tutto diventa magico.
E, come nella favole, c'è anche il lieto fine.
(Sempreché nel prossimo libro della trilogia, Barbara non si diverta a cambiare ancora le carte in tavola).
Non ci resta che attendere e sperare.
Intanto non posso che complimentarmi per un romanzo davvero bello, con un consiglio all'autrice: continua così, l'appuntamento con il successo non potrà mancare.
Paolo Federici

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