LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

lunedì 21 novembre 2011

LA GRAZIA DEL FATO - Autopresentazione tra il serio e il faceto


Barbara Risoli mitologia traveltime fantasy
LA GRAZIA DEL FATO
Genere Fantasy-mitologico

0111 EDIZIONI
Anno 2009

L’assedio ad Astos graffia Dunamis con il ritorno di coloro che avrebbe voluto dimenticare, il giungere di un dio e la neve di una maledizione macchierà la fredda pietra con il sangue di un re, la morte sarà ciò con la quale il Fato giocherà la sua partita. Un mondo proibito ai mortali che la terra e il suo padrone celano. Un giuramento in nome di Ades il ricco. Un’altra estenuante fuga nella lotta contro un tempo che scorre veloce. La forza di colui che devoto agli dei potrà scegliere se rinnegarli o servirli. Ancora una volta Zaira dovrà affrontare una dura prova del Fato capace di metterla in ginocchio nell’errore che commetterà e con lei il re di Astos, ringhiante e feroce sino all’ultimo istante, costretto alla grandezza anche se spezzato.


Prezzo: € 15,00
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Associazione Servizi Culturali (associazione che gestisce le pubblicazioni 0111 Edizioni): www.ilclubdeilettori.com/

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NE PARLO IO…

Eccolo il seguito de L’ERRORE DI CRONOS, cioè il volume due di quella che sarà chiamata (a cose fatte, cioè a trilogia completata) LA SAGA DEL TEMPO. Questa volta entrano in gioco una serie di accadimenti che mettono finalmente alla prova la tanto osannata grandezza di Dunamis, il suo regno viene assediato dalle Amazzoni per vecchi e ridicoli rancori. Non dimentichiamo che il re è bellissimo, affascinante, potente, insomma… issimo in tutto e ci son di mezzo delle donne, armate ma pur sempre donne. E quando una donna vuole un uomo, fa cose che noi umani... ecco ovviamente al figlio del lupo capitano due isteriche che lo vogliono a tutti i costi. Divertente il fatto che a lui di queste due non gliene freghi un accidente. La sua alterigia non gliele fa neppure prendere in considerazione, anche perché c’è Zaira, ora regina di Astos, tutto sentimenti e carinerie, la sua donnina tanto amata, la sua regina, quella speciale, quella che lo ha messo in ginocchio nel fango, nel libro precedente. Eh, sarà pure stato ridotto a un barbone sull’orlo del suicidio, ma alla fine se l’è presa la ‘futurosa’. Tutto a posto quindi. La guerra si consuma, i giochi si fanno, non dico chi vince… ma insomma l’idillio è ormai deciso al terzo o quarto capitolo (non ricordo esattamente e mi scoccia aprire il libro adesso). E’ dura per il re sopportare vari ritorni, primo tra tutti quello di Aimatos che si rivelerà fondamentale per le sue strategie, ma insomma… il ringhio del lupo resta ringhio per il momento. Ok? Tutti contenti? Bene, l’amore trionfa.
No. Ah, niente affatto. Non dimentichiamoci che Zaira viene dal tempo della superbia (il nostro, anno più anno meno), che inconsciamente si crede superiore ai barbari con i quali ha scelto di vivere, che già con la fuga da Astos aveva dato segni di cedimento mentale… e quindi, la signorina si permette di mettere in discussione Dunamis. Ma lo sa chi è Dunamis? Ne ha idea? Evidentemente no. Superba appunto, pensa di potersi ergere contro un dio senza di lui, di farlo al suo posto visto che lo dichiara bigotto e inetto. Apriti cielo, quel cielo. Il dio in questione è il più pericoloso ovviamente, con una missione mica piccola e quella osa mettere da parte Dunamis, il figlio del lupo. Una pazza… o una deficiente, dipende dai punti di vista. E così facciamo contenti coloro che lamentavano un'intriseca bontà del figlio del lupo che, secondo loro, abbaia ma non morde mai. Scatta così la feroce ritorsione di Dunamis che si ritrova, per tutta una seria di cose, solo e... morto. Non sto scherzando. Dunamis di Astos muore. Il titolo del romanzo dovrebbe però dare la speranza che si va cercando. Non posso sbilanciarmi più di tanto, rischierei anche questa volta di raccontarlo tutto.
Anche in questo capitolo ci sono gli dei e i loro intrighi con la new entry di Thanatos, il dio della morte, figlio della Notte e fratello del Fato. Anche in questa storia c'è un viaggio, ma un viaggio strano che porterà i nostri eroi (e qui son tutti eroi alla fine) nientemeno che... nel regno di Ades l'invisibile, ma anche il ricco, visto che Ades non è la morte, bensì il signore dell'Oltretomba... e c'è una differenza per i greci! Come mio solito il finale è certo intorno alla penultima pagina... o forsa l'ultima per i meno perspicaci.
Insomma, consigliato a chi ha amato Dunamis nel primo libro e vorrebbe tanto vedere Zaira presa a calci almeno una volta. Non ci sono calci... ma la lotta sentimentle stavolta è strenua! Parola di Rix.

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