LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

martedì 22 novembre 2011

LA GIUSTIZIA DEL SANGUE introdotto da STEFANIA AUCI

LA GIUSTIZIA DEL SANGUE
(il seguito de IL VELENO DEL CUORE)


di Barbara Risoli

0111 Edizioni



Barbara Risoli romance
 
Forse non tutti sanno che... tempo addietro, quando questo libro stava per uscire, lo stesso è stato introdotto da colei che adesso (come auspicato) è in procinto di offrirci il suo primo romanzo romance edito HARLEQUIN MONDADORI, cioè FIORE DI SCOZIA, del quale ho avuto modo di parlare del mio blog gemello IL SOVRANO LETTORE.

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Ecco il link con il quale ho avuto il privilegio di render nota in anteprima la copertina del libro in uscita in OTTOBRE 2011: http://ilsovranolettore.splinder.com/post/25473265/anteprima-la-copertina-de-il-fiore-di-scozia-di-stefania-auci

Ed ecco il link con qualer mi son vantata di aver introdotto io stessa il primissimo libro di STEFANIA AUCI: http://ilsovranolettore.splinder.com/post/25455199/segnalazione-letteraria-anteprima-stefania-auci

Ma... forse nessuno rammenta che...

STEFANIA AUCI scrisse di me (introduzione LA GIUSTIZIA DEL SANGUE)

Leggere un romanzo scritto da Barbara Risoli è come avventurarsi in un territorio inesplorato: una continua, sorprendente scoperta. E, come degli esploratori, bisogna procedere con prudenza. Stare in guardia. Osservare in silenzio.
E lasciarsi sorprendere.
Lei è un’autrice di razza. Eufrasia e Venanzio rimangono dentro il lettore: non sono il classico bandito redento e la donzella in pericolo. Scordatevi questi stereotipi.
Se è quello che cercate, questo libro non fa per voi.
Sono due assassini. Ma anche due esseri umani. Nella loro concretezza spietata, nella coerenza della loro condotta, essi sono veri. Reali. Non hanno un codice morale e non ne vogliono. Non sono ipocriti: si sono conosciuti e amati come anime affini.
Questo, che era il dato saliente del Veleno del cuore, primo volume della Risoli, è un tratto più sfumato in questo, tuttavia i protagonisti non perdono di mordente, anzi: diventano ancora più incisivi. Feroci.
Eufrasia, in particolar modo, è una donna che colpisce al cuore per la sua durezza e insieme per la fragilità che cerca di nascondere in ogni modo. Mentre nel primo volume di questa saga la figura dominante era proprio l’assassino prezzolato, Venanzio Sauvage, in questo è la Vedova, Zoraide, la bugiarda spudorata.
Inoltre, in questo magnifico libro, le vicende di Eufrasia e Venanzio si intersecano con la Storia, quelle “vera” e ciò accade in modo naturale, non forzato. Ogni personaggio ha il suo posto in questa vicenda, da Xavier alla piccola Genevieve, che impara fin troppo presto l’orrore della vita.
È indiscutibile che l’Autrice abbia un linguaggio ricco di sfumature, per nulla scontato, tanto da risultare complesso, così come è fuori dalla discussione che i suoi personaggi siano negativi.
Ma è un limite questo? A mio parere, no. È un pregio raro, in un panorama editoriale che premia lessico povero e personaggi insulsi. Perché il suo stile, come le sue storie, è unico. Impeccabile.
Le frasi spezzate, l’aggettivazione ricca rappresentano il tratto saliente dello stile della Risoli, sontuoso come un mosaico bizantino.
Il suo è uno stile ricercato: non è roba per palati semplici, in una parola. Perché questo libro, come il precedente, richiede una lettura consapevole, attenta che alla fine ricompensa il lettore con emozioni profonde e autentica passione. Perché i suoi sono libri da ricordare. E da amare.
La grande bravura dell’Autrice risiede in questo: nel trascinare il lettore nella storia e trasformarlo in osservatore privilegiato. Portarlo per mano per le sale polverose della villa di Nanterre, sul ponte di una nave spazzato dal vento, tra i vicoli fangosi di una Parigi insanguinata, cupa e pericolosa, la terza, vera protagonista di questa storia coinvolgente e terribile.

Stefania Auci

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