LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

lunedì 21 novembre 2011

IL VELENO DEL CUORE - Autopresentazione tra il serio e il faceto


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IL VELENO DEL CUORE

Genere storico sentimentale (Francia 1788/1789)

0111 EDIZIONI
Anno 2008

Vincitore del Concorso IL CLUB DEI LETTORI 2008

 
Siamo nell’estate del 1788 nella Francia pre-rivoluzionaria, messa a dura prova da un rigido inverno ed in attesa del giorno dell’assemblea degli Stati Generali che precederanno la presa della Bastiglia. I protagonisti sono Eufrasia, figlia del conte Xavier des Fleuves facente parte dei fisiocratici sostenitori del cambiamento, e Venanzio, un assassino prezzolato dal torbido passato. A seguito del mancato matrimonio della ragazza, i due s’incontrano e tra loro viene a crearsi un saldo legame dai risvolti inquietanti che mette in luce i loro animi senza scrupoli e disposti a tutto per se stessi a scapito degli altri. La richiesta di Eufrasia di inscenare il proprio omicidio per evitare il convento e l’esecuzione del servizio da parte del bandito, porta entrambi a cambiare identità celandosi nel cupo scenario della Francia in fermento, in ginocchio sotto la neve incessante dell’inverno 1788. A questo punto la storia si articola tra Nanterre, piccolo borgo vicino a Versailles, e la Bretagna, terra d’origine dei protagonisti. Eufrasia diviene la Vedova, donna sempre celata in un lutto stretto, abile giocatrice d’azzardo e contrabbandiera che arma la rivoluzione incombente. Venanzio si spaccia per il duca Stolfo Rues di un casato inesistente. Una serie di coincidenze li fanno incontrare nuovamente, mentre l’amore di entrambi viene svelato lentamente in un timore reciproco del rifiuto. Ma le promesse sono promesse e…

Prezzo: € 12,70
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Associazione Servizi Culturali (associazione che gestisce le pubblicazioni 0111 Edizioni): www.ilclubdeilettori.com/

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NE PARLO IO

Quando l’ho scritto era estate, caldissimo, muoversi era un’impresa che io non ero disposta a compiere. E quando è così caldo si dorme, si legge o si scrive. Ho scritto e in una settimana è nato questo romanzo che ha voluto essere un esperimento, evidentemente ben riuscito. Come detto, alla fine ha vinto il concorso in atto presso la casa editrice che lo ha pubblicato. I lettori ne hanno decretato il successo ed effettivamente, se riesco a farlo leggere, Il veleno del cuore lascia il segno con i suoi personaggi senza scrupoli, senza coscienza, senza rispetto eppure capaci di farsi amare con ognuno il suo difetto. Pur essendo un romanzo destinato al pubblico femminile, con grande meraviglia il suo più grande fan è un uomo, quel Paolo Federici del quale prometto spesso di parlare. Scrittore di spessore, uomo altamente ironico e competente, Paolo Federici pare essere rimasto conquistato da Eufrasia des Fleuves, contessa di Saint-Malo, in una sorta di amore odio che lo induce a volerne sapere sempre di più su questa donna che spaventa pur in una fragilità che alcuni colgono nei suoi gesti e nelle sue azioni. Ma chi è Eufrasia? La protagonista. Siamo nel romance o presunto tale, e ci si aspetta l’eroina candida e retta, un po’ ritrosa e dolcissima, vittima dell'uomo e del suo fascino, avvinta dai sentimenti, un po’ fuggevole ma pur sempre innamorata e disposta a lottare per amore. Questo ci si aspetta dall'eroina di un romance, giustamente. Eufrasia non è così. Eufrasia è almeno bellissima, indubbiamente bellissima, incredibilmente bellissima, affascinante, altera, nobile, figlia di un uomo altrettanto affascinante e altero, nobile ma non nullafacente. E con questo uomo, il padre, inizia una guerra che la porterà a fare scelte assurde, prima tra tutte la messa in scena del proprio decesso per mano di un bandito, il primo che trova. Ma siamo nel romance, il destino ci mette artigli dorati e quel bandito è il protagonista maschile. Da un romance ci si aspetta un protagonista selvaggio ma non troppo, retto, fedele, ligio, onesto e forse ingiustamente accusato che poi alla fine dimostra il proprio valore morale. Ci si aspetta un uomo appassionato che vuole una sola donna e in questo romanzo ci sta pure, ma nel secondo (piccolo scoop), il bandito se ne va allegramente nel letto di una prostituta, quindi non è retto. Ecco, Venanzio Sauvage non è nulla di quanto un romance esige dal ‘maschio’. Venanzio è un uomo neppure giovanissimo, neppure prestante, segnato in maniera esagerata dal tempo, un ex alcolista che conosce la donzella in una squallida locanda mentre ubriaco cerca di carpirle il bicchierino pagato. Venanzio risorge da ceneri funeste e diventa peggio di com’era, si fa pagare per uccidere, si trasforma in un nobile che non è, prende in giro un'intera casta in tempi pericolosi, uccide nella vigilia di Natale, inscena trame precise per far fare agli altri ciò che più gli conviene. Accanto a questi due stinci di santi, abbiamo la rettitudine fittizia del nobile padre della donna, uomo attempato ma fascinoso che finisce con l'innamorarsi sinceramente e ricambiato di una ragazzina di sedici anni e che con lei scopre l’inganno della figlia fedifraga, trovandosi davanti alla scelta difficile di darle un colpo di grazia o salvarla in nome del sangue che li accomuna. Un intrigo davvero intrigante, per come la vedo io che l’ho scritto, con vendette consumate a scapito della giustizia, con finale a sopresa che lascia spazio al sequel già scritto. Questo romanzo piace, a parte qualche detrattore che ovviamente conferma la mia teoria del 'non si può piacere a tutti'. Non eccessivamente lungo (sono 160 pagine) scorre veloce nella Francia prerivoluzionaria dove tutto è concesso, preludio di quella stessa Francia rivoluzionaria de LA GIUSTIZIA DEL SANGUE, il seguito, quello che mia madre diceva essere il mio miglior romanzo.
Consigliato a chi ama i sentimenti perché ovviamente, in tutto questo enorme sotterfugio trionfano i sentimenti, grandi, appassionati, a briglia sciolta. E’ pur sempre un romance… non dimentichiamolo.

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