LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

giovedì 24 novembre 2011

IL RINGHIO DELLA MORTE - Racconto on line a episodi (replica)

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IL RINGHIO DELLA MORTE
di
Barbara Risoli

- Terzo episodio -

E fu di notte che la vide, mentre solitaria passeggiava accanto al grande palazzo in cui viveva e che lui aveva scelto come sua nuova e improvvisata dimora. Non era potuto entrare perché abitato e quelli come lui dovevano essere invitati per poter varcare una soglia. Si era allora accontentato di un vecchio capanno in disuso, confuso nel parco poco curato, dal quale era uscito prima di scorgerla nel chiaro della luna. La osservò silenziosamente, il cane senza respiro, come lui, accanto. La forza e la totale padronanza del buio lo rendevano impavido e senza pensarci troppo si manifestò a lei che lo osservò emergere sotto l’unico lampione acceso per la sera. Zejna ebbe un brivido che fu solo di rabbia. Non sopportava le intrusioni e tantomeno le visite improvvise.
- Non vi conosco, andate via – furono le sue ferme parole e si accorse del grosso cane.
- E’ dunque vostro questo splendido maniero? – le chiese ignorando l’invito e avvicinandosi. Mostrò di sé ciò che era la sua arma migliore, il fascino. Questo la sua razza maledetta sfoggiava senza ritegno: la bellezza perfetta capace di annullare l’istintiva repulsione dei più sensibili. Anche la bestia accanto a lui era bellissima, il pelo lucido, gli occhi ambrati nella notte.
- E’ un palazzo, non un maniero – lo corresse infastidita dalla sua apparente ignoranza. Rimase perplesso per pochi secondi, guardandola non ne colse alcun turbamento. Nell’anima aveva solo il desiderio di stare sola, lo percepì nitidamente.
- Chi siete? – le chiese senza inflessione.
- Questo dovrei chiederlo io a voi che camminate sulle mie terre senza essere autorizzato – concluse la donna dandogli le spalle e dirigendosi verso la grande scalinata.
- Non mi invitate a sorseggiare un buon the nel tepore del vostro palazzo? – tentò di fermarla sentendosi in difficoltà come mai gli era accaduto.
- Scordatevelo, signore… nessun ospite nella mia casa – lo smorzò miseramente e lo lasciò solo nel piazzale baciato dalla luna, con il suo cane magnifico vicino.
‘E’ sola’ disse l’animale. L’uomo lo scrutò serioso.
‘Nessuno accanto, neppure Lui’ aggiunse con un lieve ringhio e si avviò verso il bosco, una volta attraversato li avrebbe portati al paese per la loro caccia.
- Una facile preda – sussurrò il compagno seguendolo nella vegetazione.
Meno di quanto non appaia’ fu saggia la bestia.

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