LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

domenica 27 novembre 2011

IL RINGHIO DELLA MORTE - Racconto on line a episodi (replica)

Image and video hosting by TinyPic

 

IL RINGHIO DELLA MORTE

di
Barbara Risoli

- Undicesimo episodio -


Caddero uno a uno centrati dai proiettili di un fucile nascosto. In cerca del cecchino celato, i superstiti indietreggiarono senza tuttavia avere il tempo di scappare. Il capo altero del gruppo fissò la contessa a terra trafitta dal paletto, in un lago di sangue. Respirava ancora, non l’aveva mai creduta un vampiro, non era così che doveva andare, il cane maledetto si era spostato nel tentativo di aggredirlo e a essere presa era stata Zejna. Quel cane adesso lo aveva davanti e lui era disarmato e vulnerabile, soldato di Dio sconfitto. Alle sue spalle una strage, il rantolo dell’ultimo compagno lo raggelò.
‘Sta morendo, Rudolph’ disse Vuk con un ringhio innaturale che fece sbiancare il contadino.
Comparve colui che forse avevano cercato più della bestia, emerse dall’ombra con il fucile fumante e i denti della sua stirpe ora visibili, lunghi, lucidi alla luce della sala. L’intruso non celò il terrore, recuperò la propria arma senza essere fermato e gli sparò senza ferirlo.
- Ai condottieri l’onore più grande – affermò Rudolph chiudendo la porta d’entrata con la forza del pensiero. Lo sventurato si appiattì contro quell’ostacolo ora invalicabile.
Tutto era stato troppo veloce per poter agire in tempo. La conversazione con Zejna lo aveva distratto e ogni cosa era precipitata. La vendetta scattò con lui che saltò addosso all’uomo atterrito, affondando le spade della morte nella carne dell’umano che aveva ucciso l’unica donna al mondo per la quale non avesse provato odio, disprezzo, indifferenza. Lo dilaniò pensando alla giustizia di un cielo che non aveva pietà per chi dentro sanguinava di dolore e si saziò di quel vile mille volte più bestia di lui. Vendicò Zejna con una disperazione che lo fece piangere e quando alzò la bocca grondante dal pasto, i suoi occhi erano fiamme, il suo cuore gonfio e l’anima spenta, assente da tempo in lui, congelata, versava lacrime amare. Volse lo sguardo provato a Vuk, accanto a Zejna. Non vide il paletto svettante, si alzò alto e fiero, reale nel suo aspetto travolgente in bellezza e prestanza, inquietante in crudeltà ed efferatezza.

Nessun commento:

Posta un commento