LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

venerdì 25 novembre 2011

IL RINGHIO DELLA MORTE - Racconto on line a episodi (replica)

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IL RINGHIO DELLA MORTE
di
Barbara Risoli

- Quinto episodio -

Il cane fissava la finestra del terzo piano con insistenza, indifferente al vento sferzante e alla pioggia ora battente. Le gocce scivolavano sul suo pelo perfetto senza bagnarlo, come se sfiorandolo prendessero vita, si spaventassero e fuggissero via a cercar riparo nella terra che le accoglieva materna. Gli occhi ambrati della bestia erano fissi, fermi. Osservò l’accendersi e lo spegnersi di una luce. Ringhiò e giunse accanto a lui il suo compagno.
‘Io posso farcela’ disse.
- Non abbiamo bisogno di lei – lo contraddisse l’uomo.
‘E’ lei che ha bisogno di noi’ fu imprevisto l’animale e volse il muso verso di lui con un movimento inquietante, umano nella lentezza e quasi espressivo nello scintillio dello sguardo.
- Non siamo nel mondo per fare del bene – si alterò l’amico. La barriera invisibile che impediva loro di entrare in quel palazzo lo infastidiva, ma c’erano dei limiti e uno di questi era la mancanza di un invito. Fece per inoltrarsi nel bosco, in paese avrebbero trovato ciò di cui avevano bisogno.
‘Sono gli esseri umani che non vuole accanto’ lo fermò il cane senza smettere di fissare la finestra ora accesa. L’uomo strinse lo sguardo su di lui.
‘Feriscimi, profondamente, perché il gioco possa durare abbastanza’ si sentì chiedere e comprese il piano della bestia. Anche questo era uno dei vantaggi della loro razza: l’intelligenza.

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