LO SCRITTORE, QUALSIASI GENERE EGLI SCRIVA, DEVE ESSERE TESTIMONE DELLA STORIA, PERCHE' IN OGNI ROMANZO SI CELA LA VERITA' DELLA REALTA'.

giovedì 24 novembre 2011

IL RINGHIO DELLA MORTE - Racconto on line a episodi (replica)

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IL RINGHIO DELLA MORTE

di
Barbara Risoli

- Secondo episodio -

Veniva da lontano, da molto lontano, e guardava il mondo da tanto tempo, molto tempo. Non aveva mai amato gli esseri umani, così volubili, così appassionati, così prevalentemente sciocchi, neppure quando era stato uno di loro, anni addietro, secoli prima. Poi un giorno un gioco compreso troppo tardi lo aveva reso diverso, trascinato in un tunnel buio senza alcuna luce in fondo. Strisciante come la sua natura gli imponeva, aveva tuttavia raggiunto un livello superiore, dove Lui non poteva fare più nulla. Questa era la sua unica consolazione: non essere superiore a Dio, no… non sarebbe mai stato possibile, piuttosto non essere più sotto il Suo controllo perché ora non c’era vita e non c’era neppure morte.
Girovagava sulla Terra in compagnia di un grosso cane nero che aveva reso simile a sé preferendolo agli uomini. Camminavano sul mondo di notte, perché a entrambi era negato il sole, e cacciavano come due complici perfetti, sincronizzati e nefasti nella freddezza che li muoveva eppure così uniti da apparire della stessa razza. Era così. Il paradosso della loro nuova natura li aveva resi uguali, non simili, nell’aspetto diversi, ma nell’anima esattamente coincidenti, come accadeva a quelli come loro. Sapevano riconoscersi, trovarsi, parlarsi. Potevano trasformarsi in qualcosa di peggio o di meglio, ingannare, mentire. Erano perfette macchine da macello adite solo a sopravvivere, anche se non era sopravvivenza ciò che scorreva nelle loro vene distorte. Pericolosi e bellissimi potevano leggere dentro, prevedere, vincere. Solo alcuni i loro punti deboli. Bastava starne distanti. Bastava non avere pietà, memori dell’ingiustizia che il loro distante passato aveva loro imposto.

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